Subnautica

Reduce dallo schianto della tua astronave, ti ritrovi da solo in un mondo alieno sommerso. Per sopravvivere dovrai costruire attrezzature e immergerti in un meraviglioso oceano pieno di pericoli. Solo così potrai scoprire cos’è successo al resto dell’equipaggio, seguendo una traccia che ti condurrà sempre più in profondità, tra enormi creature marine, sistemi di grotte, vulcani e relitti abbandonati.

Che meraviglia! Sembra il gioco perfetto per me. Adoro il mare, mi diverto a esplorare e mi piacciono i crafting survival, mi divertirò un sacco. Questo pensavo molto ingenuamente, mentre leggevo la recensione di Subnautica su Steam. È tutto vero: amo andare in spiaggia, guardare le onde e fare il bagno. Posso nuotare a lungo senza stancarmi. Per me poche cose sono belle e consolanti quanto la sensazione di galleggiare senza peso, cullata dolcemente dall’acqua. *respiri profondi*

We shouldn’t have gone so deep… they do not want us down there.”

Così, prima di Natale e piena d’entusiasmo, ho comprato Subnautica. Ed è proprio grazie a questo gioco che ho scoperto di soffrire di una lievissima, ma proprio appena appena accennata eh, forma di talassofobia. Talassoche?!

Talassofobia: paura dell’oceano profondo. Include per esempio la paura degli abissi oscuri e di quello che potrebbe celarsi in essi, dei relitti in profondità e delle grandi creature marine.

In realtà qualche avvisaglia c’era già, per esempio immagini come questa o questa mi fanno venire la pelle d’oca. Quindi potete immaginare quale immenso spasso sia stato per me giocare a Subnautica! Ma una roba che lèvati proprio, eh. Non appena mi immergevo più in profondità cominciavano a tremarmi le mani e mi venivano i sudori freddi. Un paio di volte ho persino chiuso il gioco perché mi era venuta l’ansia, quella vera. Mi sentivo molto più rilassata quando giocavo a Silent Hill o Amnesia in piena notte, per dire! La cosa buffa è che Subnautica dovrebbe essere un gioco di fantascienza, eppure mi ha spaventata mille volte più di tanti giochi dichiaratamente horror. Ma io sono masochista e quindi ci ho passato su più di 150 ore, di cui credo almeno 120 spese a raccogliere materiali per costruire una base enorme vicino alla zona iniziale – in caso foste curiosi, qui trovate i video di tutte le basi che ho costruito. Sono bellissime, vero?? Vero. ❤️

“Sai, ogni tanto ti guardo giocare a Subnautica in streaming, ma devo ammettere che non mi sta facendo una grande impressione. Non capisco, non è che succeda niente di speciale.”, mi ha detto un giorno un amico. Per forza: i miei streaming erano tutti uguali. Si vedeva me che nuotavo, raccoglievo titanio e argento, costruivo stanzette / acquari / letti / tavolini, nuotavo ancora, raccoglievo rame e oro, costruivo altre stanzette e via dicendo. “Allora, vuoi fare qualcosa di interessante?! Sono ore che sistemi tavoli e acquari, che palle! Vai avanti con la storia!”, mi ha anche detto un altro amico più stronzo burbero. “No, ma è perché il crafting è importante e mi sto divertendo un casino così, eheheh! Posso proseguire quando voglio, tanto che fretta c’è!”, ho risposto io con la faccia come il culo. Cazzate: in realtà non mi allontanavo mai perché ogni volta che provavo a proseguire sentivo inquietanti ruggiti, vedevo ombre oscure e succedevano cose orribili.

Esempi di cose orribili. Do you want a hug? Salutiamo tutti insieme il Reaper Leviathan: CIAONE!

Per dirne una, senza spoiler: le aree intorno all’astronave Aurora mi hanno traumatizzata e rimarranno a lungo nei miei incubi. Non riusciva a tranquillizzarmi neanche la vocina femminile del PDA (una sorta di mini-computer portatile), proprio non ce la facevo. Poi finalmente ho costruito e potenziato il Seamoth (un piccolo veicolo a propulsione, veloce e facilmente manovrabile), la PRAWN Suit (una tuta-esoscheletro perfetta per estrarre materiali nelle profondità marina) e il Cyclops (un vero e proprio sottomarino)… e allora ‘fanculo tutti! Avevo sempre una paura dannata, ma almeno riuscivo a esplorare un po’ più in profondità e di conseguenza ad andare avanti con la trama. Che tra l’altro è molto interessante, ambientata in un ricco universo ben delineato, e va ben oltre il semplice preambolo di sopravvivere o scoprire che fine ha fatto il resto dell’equipaggio. Ci tengo a scriverlo perché di solito nei crafting survival la storia è banale, quando non completamente assente. Non così in questo gioco.

Subnautica è bellissimo. È ambientato in un mondo meraviglioso dall’atmosfera unica, quasi da subito è entrato a far parte dei miei videogiochi preferiti. Considerato che Unknown Worlds è un piccolo team indipendente, è impressionante quello che sono riusciti a creare. La grafica è piuttosto bella, vivida e definita. In particolare la superficie dell’acqua, gli effetti di luce e le particelle sono resi molto bene, e il ciclo giorno/notte è ben ottimizzato. Anche i controlli sono responsivi e funzionano senza intoppi. Ma il gioco brilla soprattutto nell’esplorazione: la mappa è open world e vastissima, pensate che si può scendere fino a un massimo di 1700 metri! Non so se mi spiego, 1700 METRI DI PROFONDITÀ. Ripetete con me, se possibile provate a dirlo senza tremare perché io non ci riesco. *altri respiri profondi*

Subnautica è originale e ricco di dettagli stimolanti: relitti, rovine, registrazioni e diari di bordo, grotte nascoste, creature e mostri marini, aree meravigliose – e terrificanti – tutte diverse l’una dall’altra. È anche un gioco che non tiene affatto la manina al giocatore. La narrazione non è delineata in modo chiaro e lineare, ma disseminata qua e là tramite indizi trovati durante l’esplorazione sotto forma di diari e registrazioni vocali (doppiate benissimo, bravi gli attori che sono riusciti a dare anima ai personaggi in un gioco altrimenti privo di dialoghi). Si è completamente liberi di scegliere come giocare. Anche se il multiplayer è assente, la modalità single player offre tanto. Siete dei temerari e volete proseguire spediti verso il finale? Potete seguire gli indizi, costruire i veicoli necessari e nuotare dritti verso il cuore della storia. Oppure siete dei fifoni come me e preferite PRIMA costruire tutto, risolvendo con calma i vostri problemi psicologici, POI pensare a scendere più in profondità? Potete farlo.

Potete anche passare tutto il vostro tempo a costruire una nuova Atlantide negli abissi, se così vi piace. Sareste in buona compagnia, vi assicuro che sono parecchi i giocatori che si dedicano solo a creare basi per migliaia di ore. D’altronde il crafting in Subnautica è molto intuitivo e piacevole, basato su moduli prefabbricati collegabili tra loro dallo stile molto retro-futuristico. Questo limita le forme e i look disponibili, ma assicura che qualunque cosa vogliate costruire sia funzionale e abbia un aspetto fantastico. A tal proposito, qui a danneggiare le basi non sono i mostri come negli altri survival, ma la pressione dovuta alla profondità… quindi attenzione a non dimenticare i rinforzi!

Insomma, libertà assoluta. Se però pensate di poter giocare come in uno sparatutto, magari equipaggiando un bel fucile-laser con cui annientare la fauna marina, allora questo gioco non è adatto a voi. L’unica vera arma è un coltellino da sopravvivenza abbastanza patetico (buona fortuna se pensate di usarlo contro un Leviathan lungo un centinaio di metri!), e i fucili non feriscono perché sono solo difensivi. Insomma, Subnautica presenta un’inedita prospettiva pacifista nel panorama dei giochi survival. Per quanto possa essere allettante l’idea di far fuori quel cattivissimo serpente marino o quel calamaro gigante alieno, le uniche vere armi sono la fuga e l’astuzia.

Comunque i mostri marini non sono il vero nemico del gioco. Qui lo spauracchio principale è la sopravvivenza, determinata da 3 importanti fattori: ossigeno, fame e sete. Molte volte all’inizio della mia avventura in survival mi sono persa dentro una grotta sommersa e sono morta asfissiata, o disidratata (circondata da un intero oceano, che ironia!), o di stenti. Per fortuna in questa modalità la morte non è definitiva: si riparte dall’ultima base e si possono andare a riprendere gli oggetti perduti, a patto di ricordarsi il punto esatto – contrariamente alla modalità difficile, in cui morire comporta dover ricominciare una nuova partita. Man mano che si costruiscono basi più grandi e attrezzature più potenti, ossigeno/fame/sete diventano solo delle piccole seccature; tuttavia fin da subito c’è la possibilità di cominciare un gioco in modalità libera, cioè senza i parametri fame/sete e con solo la barra dell’ossigeno presente. Oppure direttamente in creative, ossia immortali e senza limitazioni di alcun tipo: niente ossigeno/fame/sete e si può costruire tutto senza bisogno di materiali.

Un altro aspetto positivo del gioco è il sonoro. La musica è molto orecchiabile e gli effetti sono fantastici. Richiami alieni, boati, esplosioni, grida… tutti estremamente realistici, rendono molto bene l’idea di essere sott’acqua e contribuiscono così a tratteggiare l’universo di gioco. Poche cose mi hanno spaventata quanto il pensiero di essere a 500 metri di profondità, immersa nel buio dentro un piccolo veicolo a propulsione, e sentire il tremendo ruggito di un enorme Leviathan che si avvicina veloce. Da scagazzo immediato!

Toc toc! Chi è? L’ORRORE!

Subnautica è quindi perfetto? Non direi. Il fatto di non essere lineare e non tenere la mano al giocatore è un aspetto positivo, ma a volte si ritorce contro il gioco. All’inizio mi è capitato di sentirmi un po’ frustrata perché ben poco era spiegato e non avevo idea di dove andare o come potenziare i miei veicoli e attrezzature (i modelli per i potenziamenti si trovano sparsi nei relitti e in basi abbandonate). Lo scopo è esplorare, ok, ma da dove cominciare quando si è circondati da un vero e proprio oceano con giusto un paio di punti di riferimento? Nel mio caso, la frustrazione si è dissipata quando ho cominciato a immergermi meglio nell’atmosfera ho deciso di prendermela comoda. Da lì tutto è proseguito con pochi intoppi. Però forse i giocatori abituati a un certo tipo d’azione a svolgimento molto veloce potrebbero stancarsi e annoiarsi facilmente. Come sempre, i gusti sono molto soggettivi.

Quello che purtroppo non è soggettivo è il comparto tecnico, ovvero il grande difetto di Subnautica. So che per computer ci sono decisamente meno problemi, ma la versione per PS4 a volte è un vero disastro. E dire che è stato in sviluppo per anni… alla faccia della full release! Raramente mi è capitato di sperimentare così tanti lag (rallentamenti nel frame rate) e bug in un gioco. Tra quelli che ho riscontrato:

  • Caricamenti anche di 1 minuto e mezzo a inizio gioco.
  • Mappa che non carica correttamente. Tanti auguri se in quel momento state passeggiando tranquilli con la vostra PRAWN suit: cadrete in un buco senza fondo e l’unica soluzione è ricaricare.
  • Rallentamenti quando si emerge dall’acqua e quando si costruisce. E più si costruiscono basi grandi e ricche di oggetti, più i lag diventano estremi.
  • Gioco che a volte si chiude improvvisamente senza salvare.
  • Gioco che a volte non salva correttamente, perdendo tutti i progressi dall’ultimo salvataggio e costringendo a ricaricare (soluzione: salvare molto spesso. Almeno in caso di errore si perdono minuti e non ore di gioco).
  • Piccoli bug fastidiosi, per esempio i pesci che nuotano dentro le basi o le foto salvate che continuano a sparire dal PDA. Per fortuna so che alcuni di questi sono stati risolti con l’ultimo aggiornamento del gioco.

Tanti problemi tecnici, che perdono in parte solo perché il gioco ha altri meriti e mi è molto piaciuto, e il team di sviluppo è giovane e indipendente. Anche se la versione PS4 costa meno di 30 euro, col senno di poi sarebbe stato meglio giocarci su computer. A tal proposito un’altra nota di merito va agli sviluppatori del gioco, che nel periodo natalizio 2018/2019 l’hanno rilasciato GRATIS su Epic Games! Fantastici, grazie!

In conclusione: Subnautica è una piccola gemma nel panorama dei giochi crafting survival ed è consigliato a tutti gli amanti del genere, della fantascienza e dell’esplorazione. Poi se siete talassofobici come me vi sarà utile anche come terapia espositiva contro l’ansia, due piccioni con una fava! È disponibile per PS4, XBox One, PC e Mac. Però è meglio giocarci su computer, o armarsi di pazienza con la versione PS4 e aspettare nuovi aggiornamenti che risolvano i numerosi bug e rallentamenti. Ah, il gioco è anche per VR. Lo dico per amor di cronaca, in caso vedere sullo schermo un mostro marino lungo 150 metri che vi divora non fosse abbastanza e voleste proprio viverlo in prima persona! Adesso scusate, vado un attimo di là a farmi venire un attacco di panico.

Voto
  • Trama
  • Grafica
  • Atmosfera
  • Sonoro
  • Comparto tecnico
4

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Mi hai fatto venire ancora piu’ voglia di giocarci!!! Niente devo finire God of War al piu’ presto ed immergermi subito in Subnautica. Monster Hunter puo’ aspettare un altro po’! Delle due foto che hai postato la prima non mi fa effetto ma la gif animata del tizio che si cala nel vuoto e’ terrificante brrrrrrrr.